venerdì 15 giugno 2018

Jurassic World - Il Regno Distrutto: la recensione



Cari (A)sociali,

abbiamo appena visto Jurassic World - Il Regno Distrutto e siamo pronti per farne una recensione rigorosamente NO SPOILER.
Siete pronti? Si comincia. Mettetevi comodi perché stiamo per fare un viaggio lungo 65 milioni di anni.


Dove eravamo rimasti


Jurassic World si chiude con i nostri eroi che riescono a fuggire dall'omonimo parco dei divertimenti a tema giurassico andato letteralmente fuori controllo per colpa dell'indoraptor.
Il film termina esattamente come Jurassic Park, il capostipite della saga: con i dinosauri che riprendono possesso della Terra (o in questo caso di Isla Nublar) e la lezione, mai imparata davvero, che giocare a fare Dio non porta mai a nulla di buono.


Il Regno Distrutto




Questo seguito, diretto da Juan Antonio Bayona, si apre con una scena nelle profondità oceaniche, in cui due uomini non meglio specificati recuperano un frammento delle ossa dell'ormai defunto Indoraptor a bordo di un sottomarino senza rendersi conto che, a osservarli alle loro spalle, c'è il Mosasauro in tutta la sua spaventosa e "dentosa" grandezza. Neanche il team in superficie se la passa tanto bene: sarà immediatamente impegnato in una fuga in elicottero per non venire "pappati" dal Tirannosaurus Rex.
Bayona ha diretto precedentemente l'horror The Orphanage e si vede. L'impronta horror di JW-IRD è evidente, ma riesce sapientemente a miscelarsi con gli altri elementi senza sostituirsi o sovrapporsi a essi: ne viene fuori un film più maturo, fortunatamente senza aver perso il sottile umorismo che ha contraddistinto il suo predecessore.
I dinosauri sono quindi in totale libertà, ma c'è una minaccia incombente: il vulcano che sovrasta Isla Nublar si sta risvegliando e sta per cancellarli nuovamente dalla faccia della Terra.
Viene così ingaggiata Claire Dearing (nuovamente interpretata da Bryce Dallas Howard) per la sua conoscenza dettagliata del parco ormai abbandonato, che a sua volta chiede l'aiuto di Owen Grady (Chris Pratt) per recuperare anche Blu, il Velociraptor che lui stesso ha cresciuto e che senza la sua collaborazione risulterebbe inavvicinabile.
La missione, come per chi ha già visto Il Mondo Perduto, si rivela un pretesto per fare quello che agli esseri umani riesce meglio: speculare su qualunque forma di vita.


L'isola


Parte del film è ambientata sull'isola ed è incentrata nella corsa contro il tempo (e contro il vulcano) per salvare quante più specie possibile. Il momento esatto in cui tutto va a rotoli coincide con l'eruzione del vulcano, tra lava incandescente, lapilli che si abbattono ovunque e un branco di dinosauri terrorizzati che fuggono verso una speranza di salvezza.
Degna di nota (commovente) è la parte in cui la nave si allontana lasciando al proprio destino un povero Brachiosauro che sta per essere investito da un fiume di lava. L'animale con i suoi versi sembra voler chiamare l'attenzione della nave, chiedere aiuto, ma il suo destino è già segnato.


La tenuta Lockwood




Gran parte del film, invece, si svolge nella tenuta Lockwood, anziano socio del defunto John Hammond (interpretato da James Cromwell) che non sa che proprio sotto ai suoi piedi vive un nuovo incrocio genetico dal nome Indoraptor, creato principalmente per scopi bellici da una nostra vecchia conoscenza: il dottor Wu (BD Wong). La creatura viene commissionata da Eli Mills (Rafe Spall), assistente di Lockwood, che ha già preso accordi con multinazionali, criminali e ricchi possidenti per vendere all'asta le bestie "salvate" dall'ira del vulcano.
Claire e Owen, oltre a dover sventare la possibile minaccia che questo nuovo incrocio possa essere "prodotto in serie" e, peggio ancora, riuscire a fuggire, dovranno prendersi cura anche della piccola Maisie, nipote di Lockwood che condivide un lato della sua esistenza con i dinosauri creati in laboratorio dal nonno.
Inutile dire che l'Indoraptor troverà il modo di liberarsi e che il nuovo obiettivo di Claire e Owen sarà quello di tenersi la pelle attaccata alle ossa.


Considerazioni




Fin qui abbiamo cercato di spiegare più o meno in soldoni la trama di JW-IRD senza raccontare troppo di essa e, soprattutto, senza spoilerare le scene più emozionanti o significative che, credetemi, ci sono eccome. Anche in questo capitolo gli effetti speciali la fanno da padrone, sia sull'isola che nella tenuta, i dinosauri possiedono un realismo estremo e non potrete non affezionarvi al baby Pachicefalosauro, il cui modo di comunicare si esprime, ahimè, solo a testate.
L'Indoraptor è intelligente, forse troppo. Se l'Indominus Rex del primo capitolo riesce a simulare una fuga e a mimetizzarsi, questo, in una precisa scena, sa perfino sorridere. Letteralmente. Chi ha visto il film saprà di certo di cosa parlo.
Nell'insieme è un film che merita di essere visto al cinema, soprattutto in 3d; si collega in maniera fluida con il predecessore, ma anche con la vecchia trilogia, rendendo il tutto un unico e magico universo giurassico.
Ultimo, ma non ultimo, il cameo di Jeff Goldblum nei panni del caosologo Ian Malcom: il suo modo di fare non sarà eccentrico come avevamo avuto modo di conoscerlo in Jurassic Park, ma le sue parole sono vere allora come adesso: "La vita troverà un modo".






1 commento:

  1. Alessia Siculo21 giugno 2018 17:23

    Visto al cinema l'altro ieri sera, spettacolare! Ma da quanto ho potuto capire dalla scena dopo i titoli di coda ci sarà un terzo capitolo,vero?

    RispondiElimina

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