giovedì 28 giugno 2018

Romanzi horror d'autore: Fireworks e Don't

Cari (A)sociali,

mi sono imbattuto quasi per caso in due opere di un autore sconosciuto qui in Italia, ma che negli Stati Uniti ha riscosso un discreto successo e ho voluto leggerle entrambe per recensirvele in questo post.
L'autore è Bruce Campbell (sì, si chiama proprio come l'attore) e si è affacciato relativamente da poco sul panorama letterario tipicamente horror con una triade di libri dei quali solo due sono stati pubblicati (attualmente solo in versione ebook) nel nostro Paese.



Il primo è un romanzo, Don't, il cui titolo in rosso apposto davanti a una porta spalancata rimanda alla trama. Non vi svelerò molto (niente spoiler, nel caso decideste di leggerlo), ma in soldoni è la storia di uno scrittore, Alec Payton, che un bel giorno viene contattato da un suo vecchio e sfigato compagno di scuola il quale è convinto che la porta demoniaca di uno dei suoi racconti si sia materializzata nel suo appartamento e che Alec è l'unico a poterlo aiutare. 
Qui si parte da uno stereotipo abbastanza ricorrente (lo scrittore) per avvinghiare e trascinare con sé il lettore in un vortice psicotico in cui realtà e immaginazione si fondono e dove nulla è come sembra. Campbell confeziona questo romanzo senza lasciare nulla al caso, dimostra di saper padroneggiare sapientemente gli elementi di un genere noto e consolidato portandolo a un livello che va oltre la linea di demarcazione tra scrittore e lettore.
Il finale è da brividi e posso solo immaginare perché nel Paese a stelle e strisce abbia avuto così tanto successo: gli psicopatici attirano la massa. Sempre.
Se siete curiosi di leggerlo, potete trovarlo in versione ebook qui, edito da Vib Books.



Il secondo libro, dello stesso autore, è una raccolta di racconti il cui titolo, Fireworks, è anche il titolo di uno di essi.
Otto storie abbastanza variegate, da una misteriosa cassetta della posta nel deserto del Nevada a un interminabile viaggio in auto padre-figlio; da un incontro insperato a una anziana signora che "vede" la morte; da una leggenda metropolitana a un libro molto, molto particolare.
Ogni storia scava nel profondo della psiche umana e ne tira fuori, quasi sempre, il lato peggiore, miscelando realtà e finzione e aggiungendo la giusta dose di soprannaturale quando serve.
Questa raccolta, nello specifico, ha fatto sì che Campbell venisse conosciuto dal grande pubblico e apprezzato per il grado di coinvolgimento che le sue storie sono in grado di creare.
Ogni paragone con il "re" dell'horror Stephen King qui sarebbe inutile e superfluo: Campbell ha un suo personale registro, un suo stile, una sua voce e, soprattutto, sa scrivere i finali.
Eccome se li sa scrivere.
Il mio racconto preferito è stato Nulla (da pelle d'oca), seguito da La Storia della tua Vita, ma in linea generale posso affermare che tutti hanno la particolarità di sorprendere e catturare, anche quelli più brevi.
Anche Fireworks è disponibile esclusivamente in formato ebook, sempre edito da Vib Books e potete trovarlo qui.
In America, come accennato a inizio post, è uscito un secondo romanzo (nonché terzo libro) di questo autore, intitolato: The City. Non si hanno dettagli al riguardo, ma spero possa seguire la strada dei suoi predecessori sbarcando in Italia, magari in versione cartacea.

venerdì 15 giugno 2018

Jurassic World - Il Regno Distrutto: la recensione



Cari (A)sociali,

abbiamo appena visto Jurassic World - Il Regno Distrutto e siamo pronti per farne una recensione rigorosamente NO SPOILER.
Siete pronti? Si comincia. Mettetevi comodi perché stiamo per fare un viaggio lungo 65 milioni di anni.


Dove eravamo rimasti


Jurassic World si chiude con i nostri eroi che riescono a fuggire dall'omonimo parco dei divertimenti a tema giurassico andato letteralmente fuori controllo per colpa dell'indoraptor.
Il film termina esattamente come Jurassic Park, il capostipite della saga: con i dinosauri che riprendono possesso della Terra (o in questo caso di Isla Nublar) e la lezione, mai imparata davvero, che giocare a fare Dio non porta mai a nulla di buono.


Il Regno Distrutto




Questo seguito, diretto da Juan Antonio Bayona, si apre con una scena nelle profondità oceaniche, in cui due uomini non meglio specificati recuperano un frammento delle ossa dell'ormai defunto Indoraptor a bordo di un sottomarino senza rendersi conto che, a osservarli alle loro spalle, c'è il Mosasauro in tutta la sua spaventosa e "dentosa" grandezza. Neanche il team in superficie se la passa tanto bene: sarà immediatamente impegnato in una fuga in elicottero per non venire "pappati" dal Tirannosaurus Rex.
Bayona ha diretto precedentemente l'horror The Orphanage e si vede. L'impronta horror di JW-IRD è evidente, ma riesce sapientemente a miscelarsi con gli altri elementi senza sostituirsi o sovrapporsi a essi: ne viene fuori un film più maturo, fortunatamente senza aver perso il sottile umorismo che ha contraddistinto il suo predecessore.
I dinosauri sono quindi in totale libertà, ma c'è una minaccia incombente: il vulcano che sovrasta Isla Nublar si sta risvegliando e sta per cancellarli nuovamente dalla faccia della Terra.
Viene così ingaggiata Claire Dearing (nuovamente interpretata da Bryce Dallas Howard) per la sua conoscenza dettagliata del parco ormai abbandonato, che a sua volta chiede l'aiuto di Owen Grady (Chris Pratt) per recuperare anche Blu, il Velociraptor che lui stesso ha cresciuto e che senza la sua collaborazione risulterebbe inavvicinabile.
La missione, come per chi ha già visto Il Mondo Perduto, si rivela un pretesto per fare quello che agli esseri umani riesce meglio: speculare su qualunque forma di vita.


L'isola


Parte del film è ambientata sull'isola ed è incentrata nella corsa contro il tempo (e contro il vulcano) per salvare quante più specie possibile. Il momento esatto in cui tutto va a rotoli coincide con l'eruzione del vulcano, tra lava incandescente, lapilli che si abbattono ovunque e un branco di dinosauri terrorizzati che fuggono verso una speranza di salvezza.
Degna di nota (commovente) è la parte in cui la nave si allontana lasciando al proprio destino un povero Brachiosauro che sta per essere investito da un fiume di lava. L'animale con i suoi versi sembra voler chiamare l'attenzione della nave, chiedere aiuto, ma il suo destino è già segnato.


La tenuta Lockwood




Gran parte del film, invece, si svolge nella tenuta Lockwood, anziano socio del defunto John Hammond (interpretato da James Cromwell) che non sa che proprio sotto ai suoi piedi vive un nuovo incrocio genetico dal nome Indoraptor, creato principalmente per scopi bellici da una nostra vecchia conoscenza: il dottor Wu (BD Wong). La creatura viene commissionata da Eli Mills (Rafe Spall), assistente di Lockwood, che ha già preso accordi con multinazionali, criminali e ricchi possidenti per vendere all'asta le bestie "salvate" dall'ira del vulcano.
Claire e Owen, oltre a dover sventare la possibile minaccia che questo nuovo incrocio possa essere "prodotto in serie" e, peggio ancora, riuscire a fuggire, dovranno prendersi cura anche della piccola Maisie, nipote di Lockwood che condivide un lato della sua esistenza con i dinosauri creati in laboratorio dal nonno.
Inutile dire che l'Indoraptor troverà il modo di liberarsi e che il nuovo obiettivo di Claire e Owen sarà quello di tenersi la pelle attaccata alle ossa.


Considerazioni




Fin qui abbiamo cercato di spiegare più o meno in soldoni la trama di JW-IRD senza raccontare troppo di essa e, soprattutto, senza spoilerare le scene più emozionanti o significative che, credetemi, ci sono eccome. Anche in questo capitolo gli effetti speciali la fanno da padrone, sia sull'isola che nella tenuta, i dinosauri possiedono un realismo estremo e non potrete non affezionarvi al baby Pachicefalosauro, il cui modo di comunicare si esprime, ahimè, solo a testate.
L'Indoraptor è intelligente, forse troppo. Se l'Indominus Rex del primo capitolo riesce a simulare una fuga e a mimetizzarsi, questo, in una precisa scena, sa perfino sorridere. Letteralmente. Chi ha visto il film saprà di certo di cosa parlo.
Nell'insieme è un film che merita di essere visto al cinema, soprattutto in 3d; si collega in maniera fluida con il predecessore, ma anche con la vecchia trilogia, rendendo il tutto un unico e magico universo giurassico.
Ultimo, ma non ultimo, il cameo di Jeff Goldblum nei panni del caosologo Ian Malcom: il suo modo di fare non sarà eccentrico come avevamo avuto modo di conoscerlo in Jurassic Park, ma le sue parole sono vere allora come adesso: "La vita troverà un modo".






Macchine Mortali: il trailer del film steampunk targato Peter Jackson



Cari (A)sociali,

se non riuscite più a nascondere il vostro animo steampunk e desiderate, bramate, produzioni cinematografiche capaci di saziare la vostra fame di carne e metallo, date un'occhiata al trailer di Macchine Mortali, il film scritto da Peter Jackson e diretto da Christian Rivers, basato sull'omonimo romanzo di Philip Reeve e uscito nell'ormai lontano 2001.

La trama è presto detta: 

In un mondo distopico, a seguito della "Guerra dei Sessanta Minuti", la Terra appare come una landa desolata in cui mostruose metropoli semoventi attaccano le poche città rimaste depredandole di tutti i loro averi.
Tom Natsworthy (Robert Sheehan) viaggia a bordo di una di queste mostruosità, ma un giorno viene scaraventato fuori, nell'arido mondo ostile, ritrovandosi a compiere un lungo viaggio per la sopravvivenza in compagnia della fuggitiva Hester Shaw (Hera Hilmar). 
Se i desertici e assolati panorami possono in qualche modo ricordare vagamente Mad Max: Fury Road, qui si punta tutto sull'enormità e sull'imponenza delle suddette metropoli, che altro non sono che macchine da guerra su ruote.
Il potere visionario di Peter Jackson dovrebbe essere una garanzia, ma dal trailer (che punta tutto sulle città che distruggono, catturano e uccidono) si capisce ancora poco dell'eventuale effettiva qualità della pellicola.
Intanto fatevi un'idea, dato che il film uscirà nelle sale italiane in prossimità delle feste natalizie.





giovedì 14 giugno 2018

Disney: il lato oscuro dei sogni




Bentornati al Salotto (A)sociale,

in questo secondo appuntamento parleremo di Disney, l'immenso mondo fatto di fiabe, sogni, personaggi animati e parchi di divertimento che da anni viene amato da grandi e bambini senza distinzione di età.
Nonostante il mondo che abbiamo imparato ad amare, da tempo circolano voci, più o meno confermate, più o meno fantasiose, sul lato oscuro della Disney e del suo creatore Walt, complici l'antisemitismo e la misoginia di quest'ultimo, che avrebbero in un certo senso influenzato la gran parte delle produzioni e che tutt'oggi sono fonte di discussione sul web e sui social.
Tra maledizioni, messaggi subliminali e Massoneria, ho selezionato 5 "stranezze" che mostrano apparentemente un lato oscuro diametralmente opposto da quello che dovrebbe essere un prodotto per bambini.
Siete pronti? rilassatevi e godetevi la lettura.


1. Bianca e Bernie e la donna satanica




Nel lungometraggio Le Avventure di Bianca e Bernie del 1977, i due topolini fuggono per i tetti a bordo di una scatola di sardine fissata sul dorso di un albatros. In sottofondo le finestre dei palazzi scorrono così velocemente da non poterne vedere i dettagli... o quasi. 
In una finestra in particolare, infatti, si nota chiaramente una donna nuda che indossa una maschera dalle sembianze demoniache. Per notarla, oltre a tanta pazienza e precisione, bisogna bloccare l'immagine al momento giusto, perché essa appare per appena un secondo.
Come quell'immagine sia finita in un film per bambini non se ne ha idea e per anni i disegnatori hanno confermato e poi smentito quella che è un'evidenza assoluta.
La donna nuda c'è e non lo si può negare. I motivi che hanno spinto ha inserirla in modo tale che venisse percepita dal cervello, ma non dall'occhio nudo (messaggio subliminale) resta un mistero.


2. La scritta "sex"




Non è raro, in un lungometraggio Disney, incappare nella scritta "sex" di tanto in tanto. Famosissima è la scena de Il Re Leone in cui essa appare nel cielo, sempre fugacemente, prendendo forma e dissolvendosi in pochissimi secondi. La foto qui sopra ne è l'esempio più eclatante (da me evidenziato in rosso), ma anche in Madagascar si assiste una scena simile: l'inquadratura di Melman allo Zoo di Central Park con alle spalle l'Hessex House ne è un'altra interessante prova: il cartello con la scritta è parzialmente occultato dal palazzo davanti così che si leggano solo le tre lettere incriminate: S-E-X. Un'altra coincidenza?


3. Il parco Disney abbandonato





Nel 1973 fu creato il primo parco acquatico del Walt Disney Parks and Resorts, il River Country. Nel 2005 il parco fu chiuso definitivamente per ragioni economiche, ma i teorici del complotto credono che dietro ci sia ben altro.
Si vocifera che in questo parco abbia perso la vita un bambino in seguito a un incidente, mentre voci parallele dicono ci sia un batterio killer nelle sue acque che ne ha obbligato la chiusura.
la cosa strana è che, sebbene l'area dei parchi divertimento a tema Disney si allarghi ano dopo anno e che quindi un terreno inutilizzato così vasto come il River Country sarebbe un vero spreco, il parco è stato soltanto chiuso e non smantellato.
Dettaglio ancora più bizzarro, la sera tutte le luci del parco vengono accese comunque e la sensazione è proprio quella di una città fantasma, come se fosse stato abbandonato dall'oggi al domani, all'improvviso.
Un ragazzo di Miami, un certo Shane, ha passato l'intera notte dentro al parco ed è riuscito a documentarne il senso di abbandono, oltre alle fotografie rimaste ancora negli archivi e svariati rettili in bella mostra dentro alcuni barattoli pieni di formaldeide.
Per sua stessa ammissione, era come se il parco, stranamente, fosse abitato.


4. "666"




Questo particolare ha ben poca necessità di essere descritto. Come da me evidenziato sulla foto del logo Disney, parte delle lettere sembrano essere state ideate in modo da formare tre "6", i rinomati numeri del diavolo. Che Walt Disney fosse un Massone e un antisemita è noto a tutti, ma come già accennato in precedenza non era neanche nuovo a inserire simboli e allusioni sataniche (o demoniache) all'interno dei cartoni animati. Il logo stesso, come già detto, contiene una potente allusione che agli occhi dei più disattenti (o dei bambini innocenti) potrebbe sfuggire. Una allusione impalpabile, subliminale, inconscia.
O, forse, pura suggestione.
Ad ogni modo è un altro elemento che rende inquietante il "volto nascosto" della Disney.



5. Sfruttamento




Walt Disney era considerato un po' come il "papà buono" di tutti i bambini. Creatore di personaggi meravigliosi, di storie incredibili, di veri e propri sogni, inventore della citazione: "If you can dream it, you can do it" (Se puoi sognarlo, puoi farlo), con i dipendenti era un vero tiranno.
Nel personale alle sue dipendenze non erano ammessi neri o ebrei, si sfioravano le 15 ore di lavoro giornaliero e al minimo errore si rischiava il licenziamento.
Disney pretendeva che tutti lo chiamassero "Zio Walt"; era spesso descritto come lunatico, misogino, alcolizzato e depresso.
Venne ribattezzato molto presto "Il Tiranno" e uno dei disegnatori, lavorando al film Fantasia, diede il nome Yen Sid allo stregone della scena di Topolino alle prese con la magia, che altri non è che "Disney" letto al contrario.
Questa doppia personalità dentro e fuori gli studi Disney, continua a far parlare di lui anche a distanza di anni, mentre la gente si chiede come sia possibile che un uomo del genere abbia potuto creare un mondo così meraviglioso.
Sia quello che sia, credo di parlare a nome di (quasi) tutti dicendo che gli siamo grati per ciò che ha fatto e per quello che oggi il marchio Disney rappresenta.
Tutto il resto, ovviamente, rimarrà un grande e ombroso punto interrogativo.


The Last of Us Part II: il trailer del gameplay





L'E3 2018 di Los Angeles, che terminerà proprio oggi, sta rivelando interessanti sorprese nel mondo videoludico, con conferme di remake in attesa da tempo, seguiti annunciati o meno, nuove produzioni di altissimo livello e tutta una serie di anticipazioni che non fanno altro che fomentare il nostro animo da gamers.
Un trailer che ha lasciato a bocca aperta tutti i presenti (per tutta una serie di ragioni che sto per spiegarvi) è quello che vi propongo in questo post e che riguarda The Last of Us - Part II, il seguito dell'ominimo videogame per PS3.
TLoU-PII sarà un'esclusiva PS4, seguirà le vicende di Ellie, la ragazzina del primo capitolo, ancora una volta alle prese con gli infetti e con un mondo risollevatosi sulle proprie gambe molli da una epidemia senza precedenti, dove l'essere umano si riscopre violento e disposto a tutto pur di difendere gli affetti più cari o di prevaricare sui più deboli. Un mondo che abbiamo già assaporato in qualche modo con la serie tv The Walking Dead, in cui gli zombie fanno solo da contorno a tutta una serie di tensioni e guerre che gli uomini si ostinano a creare con la scusa di un modo di vivere e di esistere che non li appartiene più.
Nel gioco tali dinamiche e tali contrapposizioni sono maggiormente accentuate e la violenza di determinate scene sarà tale da stupire i giocatori più navigati, complice una resa grafica che ha necessitato dell'uso del motion capture dei protagonisti per renderne al meglio le espressioni, tecnica sempre più in uno nel mondo dei videogames.
Nel trailer in questione, proposto all'E3, vedrete la tenera Ellie durante una serata informale tra balli e canti, assisterete al bacio tra lei e Dina e sarete catapultati in una breve sessione di gameplay in cui assisterete a una esecuzione in prima regola.
Il bacio tra le due ragazze è stato ed è tutt'ora oggetto di discussione, si vociferava di un fake, ma la conferma all'E3 non fa altro che porre i riflettori su quanto sia maturo e crudo questo sequel, dove la violenza più pura nasce, cresce e si evolve tra momenti delicati e distesi, facendo crescere ancora di più la tensione e contribuendo a creare un'atmosfera senza precedenti.
Per chi volesse farsi un'idea di cosa sto parlando, può dare un'occhiata a questo video su Youtube.
Con una intelligenza artificiale che renderà gli infetti un pericolo se possibile maggiore rispetto al primo capitolo e i protagonisti sempre all'altezza della situazione (chi ha giocato a The Last of Us non potrà non dimenticare Ellie che scorrazzava beata in una stanza piena di infetti mentre noi ci facevamo il mazzo per non farci vedere o sentire nei panni di Joel), un gioco leggermente più improntato all'open world (non entusiasmatevi, sarà comunque story driven) e una dinamica stealth che cambierà in base alla nostra posizione e a ciò che ci circonda, TLoU-PII sembra avere tutte le carte in regola per diventare l'ennesimo successo dei Naughty Dog.
Voci non confermate lasciano intendere che, in un modo o nell'altro, sia presente anche Joel, ma non sappiamo appunto se la sua sarà una comparsata o se avremo modo di giocarlo.
La data di uscita, a quanto pare, verrà svelata solo in prossimità della stessa, quindi rilassatevi e attutite il vostro appetito di infetti con questo trailer.
Come sempre, fateci sapere cosa ne pensate nei commenti qui sotto.

Doctor Sleep, il seguito di Shining, diverrà un film


Buongiorno (A)sociali,

iniziamo la giornata con una notizia che i fan dello "zio" Stephen King non potranno non apprezzare: come da titolo, Doctor Sleep, il romanzo che fa seguito a Shining, sarà presto un film.
Diretto da Mike Flanagan e con Ewan McGregor nella parte di Danny Torrance da adulto, la trama seguirà (si spera) fedelmente il libro, in cui Danny, non del tutto superato il trauma del padre che, ascia alla mano (o mazza da cricket se ci riferiamo al romanzo), lo inseguiva lungo i corridoi dell'Overlook Hotel gridando che "non gli avrebbe fatto nulla". 
Rassicurante, vero?
Danny in Doctor Sleep ha ancora il suo dono, la "luccicanza", e con essa dà sollievo ai pazienti di un ospizio del New Hampshire nei loro ultimi momenti di vita.
Peccato che ci sia un gruppo di "vampiri psichici", il Vero Nodo, che si nutrono proprio di persone che hanno un dono del genere e che troveranno in Danny una succulenta tentazione.
A capo del gruppo Abra Stone, che si nutre di tali poteri per mantenersi giovane e la cui luccicanza è di una potenza inimmaginabile.
Danny dovrà suo malgrado ritrovarsi faccia a faccia con i fantasmi del passato e affrontare Abra e il suo gruppo, nell'epico scontro finale che avverrà dove tutto ebbe inizio.
Non sappiamo ancora se Flanagan, nello spiegare gli anni trascorsi, deciderà di riallacciarsi allo Shining cinematografico, a quello letterario o se prenderà le parti più interessanti di entrambi, sappiamo solo che non è nuovo a dirigere un film tratto da un romanzo di King (ha già diretto Il gioco di Gerald) e che quindi la sua scelta dovrebbe, e ripeto dovrebbe, far ben sperare per la buona riuscita della trasposizione cinematografica di Doctor Sleep.
Visto come sono andate le cose tra King e Kubrick a causa di Shining, il condizionale è d'obbligo.




mercoledì 13 giugno 2018

The Nun: La Vocazione del Male. Trailer e data di uscita.



Cari (A)sociali,

se anche voi avete paura delle suore e i conventi vi fanno venire i brividi lungo la schiena, il nuovo horror che uscirà nelle sale italiane il 20 settembre fa proprio al caso vostro.
The Nun: La Vocazione del Male, questo è il titolo, è il secondo spin-off, tratto dalla saga sui coniugi Warren, The Conjuring. Ambientato nel 1952narra le vicende di un gruppo di religiosi inviato in un monastero della Romania per investigare sul probabile suicidio di una suora.
Inutile specificare che la suora in questione, apparsa per la prima volta in The Conjuring - Il Caso Enfield, si rivelerà essere un demone dalle intenzioni tutt'altro che amichevoli.
Godetevi il trailer e cogliete l'occasione, se non lo avete già fatto, di guardare The Conjuring e relativo seguito, non ve ne pentirete.

Dumbo: il trailer del live-action targato Disney!



La Disney continua con i live-action con attori in carne e ossa di quei capolavori che hanno segnato felicemente la nostra infanzia e questa è la volta di Dumbo. Il simpatico elefantino dalle grandi orecchie che sogna di volare uscirà al cinema nella primavera del 2019 con un cast di tutto rispetto: Danny DeVito (nella parte di Max Medici il proprietario del circo), Michael Keaton (alias Vandemere, lo spietato imprenditore che rileverà il circo di Medici), Colin Farrell (Holt Farrier, veterano di guerra che si prenderà cura del tenero Dumbo) e la bellissima Eva Green (la trapezista francese Colette Marchant). E poi c'è lui, Dumbo, il protagonista indiscusso di questa pellicola, nella sua nuova veste in CGI che si rivela un perfetto compromesso tra la versione a cartoni animati e quella reale e che rende il suo sguardo così triste e umano un pugno al cuore proprio come è accaduto a tanti di noi la prima volta che hanno visto questo film.
la Disney continua a non smentirsi in quanto a qualità e sembra sempre più decisa a dare lustro ai suoi più importanti cavalli di battaglia del passato.
Godetevi il trailer e trattenete le lacrime, l'elefantino sognatore è pronto a farci tornare bambini!

Resident Evil 2: in arrivo il remake del famoso videogame horror!



Buongiorno (A)sociali,

l'avvento della nuova generazione di console e il conseguente salto tecnologico hanno portato numerosi remake e reboot di titoli usciti per le primissime console casalinghe (e non solo). Parliamo di videogiochi che all'epoca avevano un enorme potenziale, ma i cui limiti di hardware non permettevano che questi venissero sfruttati appieno.
In tantissimi, compreso il sottoscritto, ci aspettavamo la rinascita di titoli che hanno fatto significativamente parte della nostra adolescenza, quando si tornava da scuola e, liberi da social network e smartphone, ci si fiondava, joypad alla mano, sul gioco del momento rimandando il fastidioso onere dei compiti a un momento imprecisato della giornata (che in genere avveniva tra il dopocena e il mai).
Oggi in molti saranno felicissimi (me compreso) nel sapere che uno di questi giochi diverrà presto realtà e stiamo parlando del celeberrimo Resident Evil 2.
In RE2 per Playstation vestivamo i panni dell'agente Leon Kennedy, il cui primo incarico a Raccoon City si rivela una battaglia contro orde di zombie affamati e multinazionali senza scrupoli per poter portare a casa la pelle. Non male come primo giorno di lavoro, no?
Claire Redfield era l'altro personaggio giocabile, recatasi a Raccoon City per cercare il fratello Chris (protagonista del primo episodio), stranamente scomparso.
Per completarlo al 100% non bastava giocarlo con entrambi i personaggi, ma era necessario ricominciare partendo dal salvataggio del gioco completato con Leon o Claire, a seconda da chi si era scelto per iniziare l'avventura. Ogni volta infatti si scoprivano nuovi retroscena, si svelavano nuovi video e si sbloccava un finale nuovo di zecca che andava a completare un mosaico di trama che rasentava la perfezione.
Cosa è cambiato in questo remake? Poco o nulla, per fortuna.
A parte la grafica da urlo, saranno presenti tutti gli elementi tipici dell'originale, dagli zombie ai Dobermann, dai Lickers a Mr. X, fino all'indimenticabile stazione di polizia, che nel restyling si mostra in tutta la sua bellezza e scatenerà in tutti noi nostalgici una valanga di meravigliosi ricordi.
L'uscita in esclusiva Playstation 4 di Resident Evil 2 è prevista per la fine di gennaio 2019, ma nell'attesa gustatevi questo trailer che mostra con quanta fedeltà e con quanto rispetto sia stato trattato l'originale in questo promettente remake, mentre non è ancora escluso che lo stesso possa uscire per pc, XBox One et similia.
Godetevi l'estate e recuperate le energie per questo inverno, Raccoon City si riempirà per l'ennesima volta di fottutissimi zombie e di certo non si spareranno in testa da soli, dico bene?



lunedì 11 giugno 2018

Avengers: Infinity War parte 2. Nulla di scontato?




Cari (A)sociali, 

Avengers: Infinity War è uscito nelle sale cinematografiche già da un pezzo, ma i rumors sugli avvenimenti accaduti verso la fine del film e sui seguiti/spin-off annunciati non solo non cessano, ma aumentano esponenzialmente.
Chiunque di voi non abbia ancora visto il film in questione prosegua nella lettura a suo rischio e pericolo, poiché questo post contiene SPOILER.

Allerta Spoiler


Si, lo so, abbiamo già detto che da ora in avanti ci saranno degli spoiler, ma credo sia meglio ripeterlo per i più distratti, visto che non vogliamo che le vostre maledizioni ricadano sulla nostra persona e sul  blog.
Bene, tutto chiaro? Possiamo proseguire.
I fratelli Russo (i registi di A:IW, ndr) hanno precisato che le morti di gran parte dei personaggi in A:IW potrebbero essere definitive e che quindi potremmo non rivedere una loro resurrezione nell'attesissimo seguito.
Alla domanda dei fan: "E allora i sequel degli spin-off con i relativi protagonisti vivi e vegeti come li spiegate?" i Russo hanno risposto che si, sono stati annunciati i sequel dei Guardiani della Galassia, Spiderman e Black Panther, ma questi non necessariamente accadranno nell'arco temporale successivo a A:IW, ma potrebbero svolgersi prima, stravolgendo la linea temporale secondo la quale ci si aspetterebbe che gli avvenimenti si susseguano uno dopo l'altro. Il condizionale è d'obbligo, anche perché i due registi sanno già la piega che prenderanno i film in questione e quindi le loro affermazioni porterebbero volutamente a confondere gli spettatori, così come potrebbero essere delle verità atte a smorzare gli animi contrariati di chi non ha digerito le morti del proprio supereroe preferito.
Quello che è certo è che in Infinity War parte 2 accadrà parecchia roba e alla fine, oltre a qualche lacrimuccia, la gente lascerà la sala con la consapevolezza che l'era spensierata degli eroi dalla battuta pronta e dall'immenso carisma si sarà chiusa non necessariamente con la formula "e vissero tutti felici e contenti".
L'attesa si fa sempre più spasmodica e siamo certi che le dichiarazioni shock non sono finite, ma ce ne aspetteranno delle altre fino all'uscita dell'ultimo, strabiliante capitolo sugli Avengers.

domenica 10 giugno 2018

Teorie del complotto: verità o fiction?

Cari (A)sociali),

con il post di ieri abbiamo festeggiato con voi il traguardo del primo mese di Vita (A)sociale e oggi inauguriamo un nuovo argomento dal titolo: Salotto (A)sociale. 
Di cosa si tratta? Semplicemente di una sezione di notizie succose e interessanti non per forza correlate con il mondo del cinema et similia, ma degne di approfondimento e meritevoli di discussione. 
Avrà successo? Questo, come sempre, dipenderà da voi. E quindi bando alle ciance (o ciancio alle bande) ed eccoci subito ad affrontare un tema scottante e sempre attuale come quello dei complotti.
Un tempo i complottisti li immaginavamo nascosti al buio nelle loro stanze, rannicchiati in un angolo in attesa di impazzire, perché il mondo là fuori è cattivo, menzognero e vuole fregarci a tutti i costi.
Oggi le cose sono notevolmente cambiate e i social network pullulano di post, blog, siti e video di questo complotto piuttosto che quest'altro, di truffe ai danni della gente, di inganni mondiali e di agenzie sinistre che tappano la bocca a determinate celebrità scomode, sostituendole con delle repliche perfette.
L'elenco dei complotti sarebbe sterminato, ma io ne ho selezionati 5 per voi, i più eclatanti, che riusciranno a penetrare tra le cellule cerebrali anche del più irremovibile miscredente e che scuoteranno le solide fondamenta di ciò che fino a qualche tempo prima erano considerate verità assolute.
Siete pronti? Mettetevi comodi, sta per cominciare il nostro viaggio verso il mondo dei complotti!

1. La truffa della NASA




Lo spazio profondo affascina tutti, ammettiamolo. Chi di noi non ha mai sognato, almeno una volta, di esplorarlo? Chi non ha mai desiderato varcare il confine del Pianeta Terra per sentirsi infinitamente piccolo rispetto all'Universo e al tempo stesso un gigante nei confronti di quei poveri umani che a malapena, nell'arco della loro intera vita, varcano la soglia di casa propria?
Gli astronauti sono considerati degli eroi planetari; rischiano la vita partecipando a missioni che li portano ad affrontare sfide immense e tutto questo per il bene della scienza e del genere umano.
Attorno alla NASA, nata il 29 luglio 1958, girano miliardi di dollari, tutti soldi stanziati per la ricerca, lo sviluppo di nuove tecnologie e per le missioni spaziali.
C'è, però, chi ritiene questa agenzia governativa una immensa "balla spaziale", messa in piedi con il solo scopo di gettare fumo negli occhi al popolo mondiale, nascondendo la verità con i suoi giochini pirotecnici e i suoi giocattoloni costosissimi.
Alcune foto dei Rover su Marte sembrano infatti essere state scattate sulla Terra, lo sbarco sulla luna è stato additato come una montatura cinematografica (ma a questo ci arriveremo tra breve) e gli stessi astronauti in diretta dalla stazione spaziale internazionale si sono spesso contraddetti in diverse occasioni, oltre a comportarsi (non sempre, per carità) come se non si trovassero a milioni di chilometri dalla Terra, citando avvenimenti di cuoi non dovrebbero essere a conoscenza o lasciandosi sfuggire dettagli che, a un primo ascolto, farebbero proprio credere di non trovarsi poi così lontani da noi. 
Per darvi un'idea sommaria di cosa io stia parlando, vi rimando a questo link di un video su Youtube in cui ci sono delle scene interessanti riguardanti proprio gli astronauti e le loro "acrobazie" a gravità zero. La verità, come sempre, è ciò che la vostra mente sceglie di credere.


2. Il falso sbarco sulla Luna




Questa teoria del complotto è un classico e ne avrete certamente sentito parlare anche voi. Siamo nel 1969, in piena guerra fredda tra Stati Uniti e Unione Sovietica. Gli americani il 20 luglio di quell'anno, in diretta mondiale, misero piede sul suolo lunare, battendo "moralmente" gli avversari che negli anni '50 erano riusciti soltanto a mandare la povera cagnetta Laika nello spazio in un viaggio di sola andata.
Ma siamo sicuri che sia andata così? Le attuali tecnologie che permettono di esaminare video e fotografie di allora evidenziano incongruenze e "approssimazioni" che mal si concilierebbero con una missione così importante e delicata, come riflessi anomali su caschi degli astronauti, dichiarazioni radio interrotte bruscamente, una bandiera americana, quella piantata sulla superficie lunare, il cui vessillo sembra sventolare sotto l'azione di un vento che, nello spazio, non dovrebbe esistere.
Per fugare ogni dubbio è stato chiesto più volte alla Nasa di poter esaminare le diapositive originali di quel fatidico giorno, ma a quanto pare quella "sbadatona" li ha persi e si rifiuta categoricamente di collaborare in altro modo per chiarire i dubbi nati dalle ipotesi dei complottisti e poter così finalmente sbugiardare chi ancora si ostina ad affermare che l'uomo non solo non è andato sulla luna nel 1969, ma che nonostante tutta la tecnologia esistente non sarebbe in grado di farlo neanche adesso (per colpa delle fasce di Val Hallen del campo magnetico terrestre, altamente radioattive e estremamente mortali per l'essere umano.
Si vocifera anche (teoria mai confermata né smentita) che le riprese di questo fantomatico allunaggio siano state fatte dal regista Stanley Kubrick, in seguito a un accordo che gli avrebbe permesso di utilizzare delle lenti speciali (progettate dalla Zeiss per, udite udite, la Nasa) nel film Barry Lyndon.
La scelta sarebbe ricaduta su Kubrick dopo aver visto ciò che era stato in grado di fare con il film 2001: Odissea nello Spazio.
Kubrick non si espresse mai in merito alla vicenda, ma è davvero strano che nel film Shining il piccolo Danny Torrance giochi in uno dei corridoi dell'albergo indossando un maglione con sopra ricamato l'Apollo 11, la cui missione avrebbe portato, come già detto, l'uomo sulla luna.
Anche qui, se volete farvi un'idea, vi rimando a questo link. Sono certo che non potrete non trovarlo interessante.


3. Il falso Paul McCartney




Qui si va sul pesante (come se fino a ora ci fossimo andati piano). Non è la prima volta in cui si grida al complotto accusando una determinata celebrità di essere nient'altro che un sosia uguale in tutto e per tutto alla controparte originale, sparita dalla circolazione in seguito a eventi più o meno misteriosi.
Questa è la volta di Paul McCartney, il bassista dei Beatles, le cui voci vogliono che sia morto nel 1966 in seguito a un terribile incidente stradale e prontamente sostituito per non danneggiare l'immagine del gruppo britannico, che era una vera e propria macchina sforna-dollari.
Il gruppo ha sempre smentito, Paul compreso (e mi sembra il minimo), ma non si può negare che ci sia qualcosa che non quadra nell'intera vicenda. Dalla presunta morte di McCartney i Beatles hanno smesso di esibirsi dal vivo, hanno iniziato a sfoggiare uno stile hippie con barba e capelli lunghi e gli stessi lineamenti dell'uomo erano leggermente diversi. Anche la voce, a una attenta analisi, mostrava delle vistose differenze con quella "pre-incidente".
Nonostante il gruppo abbia sempre smentito tali dicerie, le copertine dei loro album lasciavano messaggi subliminali alquanto equivoci, con un Paul McCartney che si differenziava dal resto della band per un particolare ben preciso.
In Help, per esempio, è l'unico senza cappello, in Revolver è l'unico di profilo e nel retro di copertina di Wednesday morning at five o' clock è l'unico di spalle, sulle spalle della giubba ha tre bottoni neri (il lutto dei tre componenti della band) e George Harrison indica la parte della scritta che recita: "five o' clock", l'ora presunta in cui sarebbe morto Paul.
Ancora oggi il mistero è aperto e su Youtube i video si sprecano, ma ve ne segnalo uno in particolare, tratto da un episodio della trasmissione Voyager. Guardatelo, non ve ne pentirete.


4. L'attentato dell'11 settembre 2003




Siamo in dirittura di arrivo. Una ferita ancora aperta nel cuore dell'America, l'attentato dell'11 settembre è stato il drammatico segno di come un Paese così immenso possa essere messo in ginocchio tanto facilmente.
Ne sono state dette, tante, i morti sono stati innumerevoli, le immagini così crude e vere sono difficili da dimenticare. Nonostante tutto i complottisti credono che dietro a tutto questo, invece che Osama Bin Laden (ennesimo fantoccio usato come capro espiatorio) ci sia ben altro.
Si sostiene, infatti, che la dimensione dei Boeing 757 e 767 non avrebbero mai e poi mai causare una tale entità di danni da causare il crollo delle torri, neanche mettendo di mezzo le alte temperature createsi in seguito alla combustione del carburante dei due velivoli: in altre situazioni, infatti, altre costruzioni minori erano state per giorni in preda alle fiamme senza accusare il minimo cedimento, figurarsi dei palazzi progettati per resistere a sollecitazioni di ben più grave entità.
Alcuni video, poi, mostrerebbero degli sbuffi di fumo alla base delle due torri poco prima del loro crollo: si pensa che siano esplosioni controllate delle fondamenta, così da creare un crollo controllato delle stesse. Come si potrebbe spiegare, altrimenti, un palazzo di oltre cento piani che cede dopo pochissimi minuti allo schianto di un aereo, tra l'altro avvenuto verso la cima?
E non aiuta di certo a smascherare il complotto il mancato ritrovamento dei resti degli aerei incriminati, mentre in tutto quel macello venne ritrovato il passaporto immacolato di uno dei dirottatori.
Su questo argomento se ne potrebbe parlare per ore, ma preferisco rimandarvi a questo interessantissimo documentario di Massimo Mazzucco intitolato Inganno Globale. 
Allora? Siete ancora sicuri della vostra verità?


5. Terra Piatta




Lo so, ho riservato il boccone più succulento per la fine. Terra Piatta, cari (A)sociali. Ne avete mai sentito parlare? Di sicuro ne avete sentito parlare a scuola, studiando che nell'antichità si credeva che la Terra fosse piatta e che gli oceani "cascassero" oltre di essa, nel nulla più assoluto. Oggi siamo tutti cresciuti e sappiammo benissimo che non è così, ma la Flat Earh Society non la pensa allo stesso modo.
Questo gruppo (che è molto più numeroso di quello che potreste credere e che include anche delle celebrità) sostiene che la Terra sia realmente piatta e che la forma sferica annessa alla teoria eliocentrica siano una totale invenzione che mira a nascondere al genere umano la verità che per secoli ci tengono nascosto e che in realtà gli antichi (Egizi in primis) sapevano ben prima che fossero inventati gli strumenti tecnologici per confutarla.
Così, i terrapiattisti si chiedono come mai l'orizzonte, da qualunque posizione si veda, non curva mai anche se dovrebbe, come mai le rotte degli aerei non tengono conto del moto di rotazione del pianeta e della sua curvatura, così come non si tiene conto di tali dinamiche nella costruzione di ferrovie lunghe chilometri, e cosa dire del fatto che la scienza sa dire con esattezza di cosa siano fatti gli strati interni della Terra, nucleo incluso, quando l'uomo è riuscito a scavarne la superficie per poco più di dieci chilometri?
E come si possono ignorare tutti i simboli di antiche civiltà e non, che rispecchiano fedelmente un modello di Terra piatta che potrebbe effettivamente funzionare stando al modello proposto dai complottisti moderni?
Ma i terrapiattisti non si fermano qui. Ecco quindi che il Polo Sud diventa una cinta di ghiacci che contiene gli oceani, che tutte le immagini della Terra dallo spazio sono renderizzate, che sole e luna sono parecchio più piccoli di quanto vorrebbero farci credere e che non si trovano a migliaia o milioni di chilometri da noi, ma a una distanza nettamente inferiore, all'interno di una cupola che racchiude il firmamento.
Per quest'ultimo complotto vi rimando a ben due link (prima parte e seconda parte) riguardanti un documentario che spiega le sue ragioni del perché la Terra sia piatta e non sferica. 
Anche in questo caso, come nei precedenti, starà a voi continuare a credere alla vostra verità o seguirne una nuova.




sabato 9 giugno 2018

I Figli di Dio, il nuovo thriller di Glenn Cooper.



Cari (A)sociali,

quest'oggi vi segnalo l'uscita del nuovo romanzo dell'autore "sforna-bestseller" Glenn Cooper, intitolato: I Figli di Dio.
Questo thriller ci porta nelle Filippine, in Irlanda e in Perù, dove tre ragazze sedicenni si scoprono incinte.
Qual'è la stranezza in questi tempi moderni? Vi starete chiedendo.
Le ragazze in questione, oltre a chiamarsi "Maria" nella rispettiva lingua del loro Paese, sono tre vergini.
Una storia che scava oltre la ragione e affronta scomode verità, toccando temi delicatissimi quali la gravidanza in giovane età e la religione.
Glenn Cooper non è nuovo a questi temi, lo abbiamo visto con la trilogia dei Custodi della Biblioteca e con Il Calice della Vita, ma stavolta si spinge oltre, attingendo a piene mani da Dan Brown e offrendoci un romanzo che, alla fine, sembra lasciare più domande che risposte.
I Figli di Dio è forse uno dei libri più forti di Cooper e non solo per i temi trattati: l'autore infatti si lascia alle spalle i salti temporali e quel senso di fantastico che contraddistingue i suoi lavori e si concentra pienamente su una narrazione che afferra il lettore e lo tira dentro le sue 448 pagine senza respiro.
Per gli amanti del genere, un must read.


L'autore Glenn Cooper.

Un nuovo traguardo!

(A)sociali e non,

a poco meno di un mese dalla nascita di questo blog abbiamo già raggiunto e superato di gran lunga il migliaio di visite. Diversi hanno già scelto di seguire Vita(A)sociale e spero che tanti altri si aggiungeranno a loro.
Questo blog è mio e anche vostro, non dimenticatelo mai. Vorreste proporre un articolo su cui argomentare? Avete qualche idea stuzzicante per implementare la sezione notizie? Siete a casa vostra.
Avete dubbi, curiosità, domande che non avete mai osato fare prima? Questo è il posto che fa per voi. Nel limite della correttezza e dell'educazione saranno sempre benvenuti i commenti, le proposte e nuovi spunti.
Grazie per questo piccolo traguardo e spero che il prossimo mese potremo festeggiarne tutti insieme uno ancora più grande.

mercoledì 6 giugno 2018

Bumblebee: il trailer dello spin-off di Transformers



Cari (A)sociali,

dite la verità, chi guarda i film dei Transformers lo fa per due soli motivi: per la figaggine di Optimus Prime e per la "pacioccosità" di Bumblebee.
E per vedere dei robottoni che si scassano di mazzate, ma questo è sottinteso. 
A Hollywood devono averlo capito e quindi ecco che spunta fuori Bumblebee, il trailer del film dedicato al robottone giallo che si esprime grazie alle trasmissioni radio e che fonda il suo carisma sul coraggio e la sua goffaggine.
Il film ripercorrerà le origini dell'omonimo protagonista che, prima ancora di trasformarsi nella ganzissima Chevrolet Camaro, nasconde la sua reale natura dietro le fattezze di un Maggiolino giallo.
Il trailer sembra promettere bene, anche se a occhio e croce contraddice quanto accaduto nei capitoli della serie, ma è troppo presto per potersi esprimere in tal senso. 
Godetevi il trailer di Bumblebee e, se volete farci sapere cosa ne pensate, siete i benvenuti.

The Lego Movie 2: il trailer in italiano


(A)sociali di tutto il mondo,

alzi la mano chi non ha mai giocato in vita sua, almeno una volta, con i famigerati blocchetti colorati della Lego... abbassate quelle mani che non convincete nessuno!
Lego da anni è sinonimo di divertimento e innovazione, fondendosi con brand famosi e sfornando film degni dei migliori blockbuster cinematografici (si, lo so, ho esagerato, ma quando si parla di Lego parto per la tangente!), quindi è con immensa gioia che voglio condividere con voi il trailer del film The Lego Movie 2, in cui Emmet, divenuto mastro costruttore, dovrà scontrarsi contro degli invasori alieni Duplo che costringeranno il nostro eroe e la sua ragazza Wyldstyle nello spazio blocchettoso più profondo. Curiosi? Gustatevi il trailer e, come sempre, diteci cosa ne pensate!

lunedì 4 giugno 2018

Netflix, Infinity o Amazon Prime Video?

Buonasera (A)sociali, 

starsene la sera a casa a rilassarsi è una goduria immensa, ammettetelo, ma se la tv non trasmette altro che le solite repliche e i soliti film visti e stravisti può essere molto irritante.
Per fortuna ci sono diverse alternative alla classica tv, più o meno valide, con cui poter guardare la propria serie tv preferita o un film che avremmo tanto voluto vedere ma che, per un motivo o per un altro, ci è sfuggito.
Quali sono queste alternative? Io, direttamente dal bunker, ne ho selezionate tre tra le più diffuse e interessanti: Netflix, Infinity e Amazon Prime Video. 
Specifico che sono tutti e tre dei servizi a pagamento che offrono diverse modalità e diverse tipologie di abbonamento, nonché un vasto catalogo di film, serie tv e programmi di intrattenimento.
Ognuna ha dei titoli "in esclusiva" più una sterminata scelta di titoli che accontentano tutti i palati e tutte le età, dai film di azione ai cartoni animati, dalle serie tv ai documentari, dalle commedie agli horror.
Se anche voi vi siete posti il problema di quale possa essere la scelta giusta per voi, questo post potrebbe chiarirvi le idee, quindi non vi resta che continuare a leggere e scegliere la soluzione che vi sembra più congeniale.


Netflix non ha certo bisogno di presentazioni. Nata nel 1997 come semplice servizio di noleggio dvd, è divenuta ben presto un colosso nel settore dell'intrattenimento, distinguendosi dalla massa con dei contenuti "Originali Netflix" di spessore come House of Cards, Tredici e Stranger Things.
Propone varie opzioni di abbonamento a seconda del numero di utenti (e quindi del numero di dispositivi) in simultanea e della presenza o meno della risoluzione in alta definizione.
Abbonarsi è semplice è veloce e, come se non bastasse, il primo mese è gratuito, così da poter tastare con mano la qualità e la varietà del catalogo offerto.
Se Netflix potrebbe essere il vostro servizio di intrattenimento o se volete soltanto dare un'occhiata al sito, cliccate pure qui.



Più "giovane" rispetto al concorrente Netflix, Infinity è una alternativa tutta italiana, prodotta da Mediaset, che propone sia un catalogo gratuito che tutta una serie di titoli a pagamento di film in prima visione.
Anche questo servizio è in abbonamento e ha i suoi titoli in esclusiva come The Big Bang Theory, The Sinner, Mr. Robot e l'ultima stagione di Will e Grace. 
Infinity propone una sola opzione di abbonamento, più economica di Netflix (7,99 euro in hd, mentre con Netflix per quattro utenti e l'hd si sfiorano i quindici euro) ma forse leggermente più povera di contenuti.
Degna di nota la Premiere: film freschi freschi di cinema disponibili gratuitamente per una settimana per poi diventare a pagamento.
Anche con Infinity c'è la possibilità di godere di un mese di prova gratuito per farsi un'idea più concreta dei suoi contenuti.
Per maggiori informazioni vi rimando al sito cliccando qui.



Ultimo, ma non per importanza, Amazon Prime Video. Conosciamo tutti il colosso "dalla a alla z" sotto la veste di azienda per gli acquisti online, ma in tempi più recenti è nato il prime video, una esclusiva per gli abbonati prime che consente di guardare in alta definizione e da tutti i dispositivi possibili centinaia e centinaia tra film, documentari, cartoni animati, serie tv e chi più ne ha più ne metta.
Ovviamente, come avrete intuito, fa parte del pacchetto "prime", quindi l'abbonamento comprenderà anche la parte "acquisti" del canonico servizio di Amazon, che da aprile ha visto aumentare il costo del già citato abbonamento da 20 euro a 36, ampliando l'offerta con un servizio di streaming video che ha ben poco da invidiare alla concorrenza.
Anche in questo caso, Prime Originals offre delle serie tv esclusive (meno interessanti dei suoi rivali, non lo nascondo) quali Bosch, American Gods e Hand of God.
Il primo mese è gratuito e includerà anche la spedizione Prime oltre a tutti i benefici con esso inclusi.
Se volete dare una sbirciatina cliccate pure qui.

Sia per Netflix che per Infinity e Amazon Prime Video sono disponibili sugli store Android o Apple le app per usufruire comodamente del servizio su smartphone o tablet, mentre per pc e smart tv basterà semplicemente entrare dall'apposita icona (o dal browser).
Cosa ci fate ancora qui? C'è un mondo di film e serie tv che vi aspetta e ricordate che il primo mese è gratis!

domenica 3 giugno 2018

Mini Clone: desiderate un modellino in 3D con le vostre fattezze? Beh, ordinatene uno!


Cari (A)sociali, 

il caldo inizia a farsi sentire prepotentemente, ma voi siete degli impavidi e preferite combattere la calura al fresco del climatizzatore di camera vostra piuttosto che spaparanzarvi al mare... sono orgoglioso di voi!
Ditemi, le solite action figures di supereroi e personaggi dei fumetti vi hanno stancato? Non provate più emozione nel vedere la riproduzione del vostro protagonista preferito in bella mostra sulla mensola? Beh, fatevene una vostra! 
Eh si, perché da qualche tempo una azienda tutta italiana, la Mini Clone srl, offre vari servizi per la miniaturizzazione in 3D, che siate voi, i vostri cari, il vostro animale domestico o chiunque vogliate.
E non dite che, guardando la puntata della serie tv The Big Bang Theory in cui Leonard, Raji e Howard acquistando una stampante 3D realizzano le loro personalissime action figures, non avete pensato: "Ca..spita che figata!" perché non vi credo. 
Certo, non avrete il carisma di un action figures di Batman o di Walter White (l'Heisenberg di Breaking Bad), ma come ogni cattivo che si rispetti non potete non avere il vostro Mini Me personale.

Parola del Dottor Male!

Esistono diverse varianti che potrete scegliere, dal semplice mezzobusto alle riproduzioni a figura intera con un'altezza che varia dai 10 cm fino alla scala 1:1, così perfette che, se avreste degli amici, li stupireste certamente.
Ma voi non lo fate per fare colpo su degli ipotetici amici, giusto? Voi lo fate perché in cuor vostro sapete che è la cosa giusta da fare, peché è arrivato il momento di consegnare ai posteri una copia di voi stessi così che possano ammirarla e venerarla nei secoli a venire.
Nel ringraziare Davide Fantinelli della Mini Clone srl per averci dato la possibilità di parlare di loro e del loro lavoro, vi rimando al link del sito Mini Clone così da poter vedere con i vostri stessi occhi di cosa stiamo parlando.
Cosa aspettate? Sfoggiate il vostro sguardo migliore, mettetevi in posa e preparatevi a entrare nell'eternità con il vostro Mini Clone personale.
Come sempre sono curioso di sapere cosa ne pensate e se qualcuno di voi possiede già il suo clone. Fatecelo sapere nei commenti, condividete il vostro orgoglio, come sempre siamo curiosi di sapere cosa ne pensate.

sabato 2 giugno 2018

Rambo V: Sylvester Stallone non ha proprio voglia di invecchiare!


Carissimi (A)sociali freschi freschi di impeachment,

le discussioni politiche non vi sfiorano e ciò che accade nel mondo non vi tange minimamente, eppure continuano ad accadere cose interessantissime.
Per esempio (ma forse lo saprete già), Sylvester Stallone non ci pensa assolutamente ad appendere i muscoli al chiodo e pensa già a sfornare un Rambo V, di cui sarà protagonista e (forse) regista.
La trama è presto detta: la figlia di un suo carissimo amico viene rapita dal Cartello messicano e lui ovviamente è costretto (si fa per dire) a indossare nuovamente la sua bandana rossa e a sparare su qualunque cosa respiri.
Le riprese dovrebbero iniziare a settembre, ma nel frattempo guastatevi il teaser poster qui sotto.


La location sarà tra Bulgaria, Isole Canarie e Londra, strana scelta per un film ambientato presumibilmente in Messico, ma ne sapremo di più quando l'estate sarà finita.
Cosa ne pensate? Anche a voi era mancato il caro, vecchio (nel vero senso della parola!) John Rambo? 

Lui è d'accordo!