sabato 12 maggio 2018

Ash vs Evil Dead: è tornato Ash ti Sfascia!



Cari (A)sociali, siete riusciti anche stavolta a evitare che l'orribile moda di socializzare vi distraesse dalla vostra amata tv? Bene, allora vi siete meritati la favola della buonanotte. Mettetevi comodi e chiudete gli occhi, perché questa è la classica favola che inizia con...
C'era una volta un giovane regista di nome Sam Raimi con un sogno: girare un film horror ambientato in una casa maledetta. Dopo aver racimolato i fondi necessari a destra e a manca, quel sogno divenne realtà e nel lontano 1981 uscì il film The Evil Dead, con l'allora ventitreenne protagonista Bruce Campbell. Il film non fu proprio ben accolto dalla critica, complici il budget limitato e le riprese effettuate nei ritagli di tempo libero dei protagonisti della pellicola, tutti amici, parenti o conoscenti di Raimi, ma le idee c'erano e non lo si poteva negare. Fu così che sei anni dopo e con un budget ben più corposo uscì The Evil Dead 2, un finto sequel che altro non era se non un remake del predecessore con più sangue, più scene splatter e uno humor nero che permea l'intera pellicola. La storia di base è sempre la stessa: Ash (Campbell) e la sua fidanzata  decidono di soggiornare in una baita isolata di montagna e, complice la curiosità, ascolta la registrazione di un noto archeologo intento a leggere uno stralcio del Necronomicon Ex Mortis, un volume rilegato in pelle umana capace di aprire un varco dimensionale tra il mondo dei vivi e quello dei morti.
Inutile dire che i versi del libro attirano una entità malefica che senza tanti complimenti uccide la fidanzata di Ash e, non pago, cerca di riservare la stessa sorte a quest'ultimo che, nel frattempo, si taglia la mano infetta dal morso della sua ragazza/demone (della testa priva del corpo, per l'esattezza) e la sostituisce come se niente fosse con una motosega. Il finale aperto, con Ash catapultato nel Medioevo attraverso un varco dimensionale, lascia spazio a un seguito che si farà attendere fino al 1992 per arrivare e che si chiamerà The Army of Darkness (l'Armata delle Tenebre).

Le locandine degli anni '90 tendevano sempre a rendere muscoloso il protagonista...

Il terzo film vede nuovamente Ash alle prese con un'armata di morti e demoni che... ha risvegliato lui stesso dimenticando l'ultimo passo della formula da recitare per chiudere il varco e ritornare alla normalità. Qui lo humor si fa meno sottile, la stessa armata di morti è caricaturale, composta da scheletri dinoccolati e mossi con la tecnica dello stop motion, e l'orrore lascia spazio al puro intrattenimento, a qualche episodio nonsense e a citazioni che rimarranno scolpite nell'immaginario collettivo per gli anni a venire.
Ne cito una tra tutte: Ash, che rivolgendosi all'avvenente ragazza che si prende cura di lui, credendolo il Prescelto, le dice prima di baciarla: "Dammi un po' di zucchero, baby!".
Tre film strettamente e inevitabilmente correlati tra loro, così pieni di citazioni, di carisma e di sangue oltre ogni limite non potevano non diventare dei cult, cosa che puntualmente avvenne.
Era inevitabile, quindi, che si pensasse a una serie tv che ne ricalcasse l'atmosfera e quello humor che si era fatto sempre più prepotente film dopo film.
Il problema era solo uno: come giustificare l'ennesimo ritorno del male dopo più di trent'anni nella vita di Ash, che nel frattempo è tornato a lavorare come commesso del reparto ferramenta di un supermercato di Jacksonville? Alla maniera di Ash, ovviamente: leggendo la frase "resuscitamorti" nella sua casa-roulotte per far colpo con una prostituta mentre sono entrambi strafatti di erba! Da qui le tre stagioni, attualmente disponibili in esclusiva su Infinity, raccontano di Ruby, interpretata da Xena... ehm, no, volevo dire da Lucy Lawless, che incarna il demone che Ash ha combattuto e rispedito al mittente per ben tre volte (due se consideriamo che il secondo film è il remake del primo) e che è ben determinata a impossessarsi del Necronomicon gelosamente custodito da Ash per tutti questi anni così da far si che la Terra diventi il luogo di villeggiatura del male. Ash calzerà ancora una volta la motosega, ma non sarà solo stavolta: ad affiancarlo ci saranno Pablo e Kelly, due suoi colleghi di lavoro che si riveleranno determinati quanto lui a sconfiggere (stavolta si spera una volta per tutte) il male impersonificato in Ruby.


I colpi di scena sono tanti, si, ma quasi tutti insignificanti per il dipanamento della trama. Glielo perdoniamo, perché il vero spirito di Ash vs Evil Dead è nei suoi siparietti assurdamente splatter, nella sua comicità fuori luogo e surreale, nella compostezza del protagonista in momenti in cui dovrebbe farsi prendere dal panico e, dai, diciamocelo, perché una motosega al posto della mano è una cosa strasupercazzutissima!
Guardatevi le prime tre stagioni su Infinity se ne avete l'occasione, non ve ne pentirete, anche se per un calo degli ascolti la Starz, la rete in cui va in onda in America, ha cancellato la quarta stagione. Credetemi se vi dico che, anche con un finale della terza stagione aperto che comunque lascia presagire svolte interessanti per il proseguimento della serie (Ash aveva riacquistato persino la sua mano nell'ultima puntata, ma per chi vedrà tutte e tre le stagioni scoprirà che per lui avere entrambe le mani non è proprio destino...), ma il Dio Dollaro ha la precedenza su noi poveri affamati di sangue a ettolitri e motoseghe ruggenti.
Cosa ci fate ancora qui? scendete in cantina a prendere il vostro fucile a canne mozze e la motosega e ricordate di non pronunciare mai ad alta voce la formula: Klaatu, Verata, Nic.... per un pelo, stavo per scatenare l'Apocalisse!

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